Lo ammetto, dopo aver ascoltato il video, che per decenza riporto soltanto con un link, mi domando sempre più insistentemente perché la gente continua a dar retta a questo personaggio che sempre di più, all'italiano medio, appare come un comico con le battute noiose. Come un tormentone da Zelig, che da ottobre ad aprile ci propina battute variabili, ma con lo stesso ritornello.
Come può una persona che, presumo, si ritiene capace di intendere e di volere, accettare la sfida alla sua intelligenza, ed approvare i concetti, semplici ed altamente discutibili, che quest'uomo propina tramite tv, quotidiani, ed internet? Come si può appoggiarlo, quando un altro grande assente degli ultimi anni, come Massimo D'Alema, ha detto chiaramente che è il momento giusto per il dialogo? Chi vede più lontano? Il primo, forse uno dei maggiori artefici dell'opposizione dura e pura, dell'odio incondizionato? ma sopratutto, di un PdL al 60% in Parlamento. Oppure il secondo, che ha decisamente capito che oggi ci sono i numeri per le riforme, c'è, in parlamento, l'ambiente propositivo per dar vita, anche da noi, ad un sistema elettorale, e gestionale della vita pubblica, moderno?
Oppure, in ultima istanza, Di Pietro ha paura? Ha paura di dover lasciare il parlamento nel caso si facciano effettivamente delle riforme e queste portino ad bipartitismo basato sul maggioritario puro che "laverebbe" via piccoli partiti, come il suo e quello del ben meno carismatico Casini, con una buona dispersione sul territorio, ma forti praticamente in nessuna regione?
Io spero soltanto che i, molti, miei coetanei rinsaviscano e lascino perdere questo povero e freddo burocrate, e si muovano, manifestino, per poter avere un sistema elettorale che premi gente di qualità, persone che hanno effettivamente idee politiche e non urlatori da piazza, e banditori da medioevo.
giovedì 24 dicembre 2009
Caro Gesù Bambino
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Antonio Di Pietro,
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