Probabilmente, entro il fine settimana, avremo Paolo Garimenerti presidente della RAI.
Gran parte dei giornali riportano in questi giorni il toto giornalisti, con la solita spartizione di testate e TG.
Ma dietro questo gioco politico ai vertici, c'è un mondo che aspetta con ansia l'attivazione di questa nuova RAI. Maestranze, ditte, opere in attesa di essere compiute.
Ricordo, giusto per dare qualche numero, che nella sola provincia romana, ci sono oltre 1300 aziende attive nell'audiovisivo, circa 500000 sono gli impiegati direttamente, sia a tempo indeterminato che parziale, nel settore. Ovviamente non tutti questi lavorano sempre, e solo, per la televisione di stato, ma va ricordato che questa tramite tutte le sue ramificazioni, televisione, radio, cinema, è decisamente uno dei motori trainanti del settore.
La RAI non firma contratti per nuove fiction da oltre 18 mesi, sono previste soltanto nuove edizioni di cose già viste in precedenza, preferibilmente andate in onda con successo, nulla di nuovo, nulla di non provato. Insomma dal momento della nomina del nuovo Presidente si dovrebbe tornare ad una normalità, sempre sperando che dalla normalità si prenda lo spunto per innovare il settore, troppo in balia di elezioni e sovvenzioni a caso, se non peggio, ad amici e parenti.

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