L'IVA a Sky, le donne in pensione a sessantacinque anni, taglio delle sovvenzioni all'editoria, sono solo piccole voci, quelle toccate recentemente. Ad ogni intervento ci si lamenta. Ci si lamenta dell'importanza del proprio settore, degli squilibri del mercato, del momento di crisi. Insomma si vuole parità, ma solo nei campi che competono ad altri. Io, invece, continuo a sognare uno stato senza sovvenzioni, senza leggi a favore dell'imprenditoria femminile, di quella giovanile, della cassa del Mezzogiorno. Un paese dove fare impresa sia uguale per tutti, dove lo stato sia alla stessa distanza da ogni individuo, dove una televisione pubblica non faccia concorrenza a quelle private.
Sogno uno stato normale, ma i normali, probabilmente, non lo vogliono.
Sogno uno stato normale, ma i normali, probabilmente, non lo vogliono.

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