martedì 16 febbraio 2010

Mangiare gatti?





















Ci sono cose che non mi sorprendono più. Ce ne sono altre che invece mi lasciano perplesso. Sempre.

Se da un lato capisco l'inopportunità di dire “il gatto ha un buon sapore” in una trasmissione televisiva, sopratutto se della televisione di Stato.

Ma sono sempre speranzoso. E, di solito, le mie speranze valgono come una stufa d'agosto.

La Rai è, ormai, in mano alle folate di vento, non vuole pestare i piedi a nessuno, non ha più voglia di stupire, di porre domande, di intristire, di creare cultura, di stimolare la fantasia. No la Rai è una massa informe che si sposta nella direzione in cui la si spinge al momento, come uno zombi che si muove senza sapere bene dove andare.

I gatti, i cani, i conigli, i cavalli, i poni, le rane, le cavallette, i grilli, sono tutti alimenti presenti nella dieta di qualche cultura, popolazione, tribù. Sconcertarsi perché non è usanza, cibarsene, dalle nostre parti lo ritengo ipocrita, campanilistico ma, sopratutto, ignorante riguardo alle suddette culture.

Se fossimo un pochino, non troppo, coerenti, per altro, ci scandalizzeremmo di chi i cani ed i gatti, per cultura appunto, li offre nei menù dei ristoranti, e non sono in quelli infimi, ma anche in locali di alto rango. Senza aggiungere che in molte città cinesi, magari un poco più in la delle megalopoli sovraesposte all'occidente, si serve, in lussuosissimi ristoranti, anche la carne di scimmia la quale, darvinisticamente parlando, è semplicemente la cosa più simile all'uomo, sapiens, che esista.

Eppure accettiamo che una persona con una cultura, culinaria, enorme, venga cacciata da una trasmissione che cultura non fa, ma non ci importa ci cosa fanno i cinesi con i soldi che noi spendiamo per arricchirli.

Penso che tutto questo sia ipocrita, molto.


Alcuni link inerenti:

http://lidafirenze.wordpress.com/2008/11/19/campagna-togli-fido-dal-piatto/

http://www.river-blog.com/2008/06/13/cucinano-e-mangiano-gatto-cacciati-da-facebook/


sabato 16 gennaio 2010

Un giorno da pecora - F35

Durante la trasmissione andata in onda lo scorso giovedì, il 14 / 01 / 2010, l'ospite in studio, Oliviero Diliberto, dopo aver detto una serie di idee personali, discutibili o meno, chiude la trasmissione con un'affermazione ridicola, che dimostra, oltretutto, di non conoscere non solo la storia recente dei rapporti industriali italiani, ma nemmeno gli eventi accaduti durante un periodo in cui lui stesso era parte di un Governo dello stato Italiano.
L'affermazione di Diliberto, per altro ascoltabile online, è approssimativamente questa:

Il Governo Berlusconi ha appena acquistato 110 cacciabombardieri F35 dagli Stati Uniti, e sappiamo con i cacciabombardieri cosa ci si fa.



Facciamo un riassunto per capire di cosa stiamo parlando:
Nel 1993 gli Usa indicono una gara per un nuovo caccia multiuso, notare il termine multiuso e non bombardiere, con il quale sostituire F16, F18, A10 e gli Harrier dei Marines;
Nel 1995 gli si affianca la difesa inglese, come partner commerciale e tecnologico, dovendo sostituire anch'essa Harrier ed i Tornado da interdizione, o difesa aerea, sempre cosa ben diversa dai bombardieri;
Nel 1998 si affiancano, ai due parter, Italia ed Olanda, senza possibilità di scelta sul veicolo che vincerà la gara, ma con ottimi ritorni industriali e tecnologici;
Nel 2001 viene scelto l'F35, che vince sul F32 della Boeing.;
Nel'aprile del 2007, in pieno Governo Prodi, viene inaugurata la prima linea di assemblaggio in Europa, a Cameri, presso Novara. Poco dopo inizierà la produzione dei primi prototipi;
Nel dicembre 2009 la Commissione difesa conferma l'acquisto di 110 caccia multiuso, di cui 22 predisposti per il decollo verticale dalle navi della Marina Militare. Precedentemente il memorandum ne prevedeva l'acquisto di 131.

Finito questo minimo riassunto aggiungo alcune cose, ovvero che a Cameri gli aerei saranno soltanto assemblati, i pezzi arriveranno da varie parti del mondo, come accade sempre più spesso per questi programmi internazionali, vedi l'Airbus. Aerei che, oltre alle forze italiane, saranno destinate anche ad altre nazioni. Nello stesso aeroporto saranno istruiti i piloti internazionali, qui ci avverranno svolte le manutenzioni non effettuabili dalle singole forze aeree, gli aggiornamenti strutturali, e le eventuali modifiche.
Quindi un notevole ritorno sia economico che tecnologico.

Ma Diliberto è a conoscenza di tutto questo?
Grazie dell'attenzione.


Per approfondimenti:

http://en.wikipedia.org/wiki/Joint_Strike_Fighter_Program
http://it.wikipedia.org/wiki/Lockheed_Martin_F-35_Lightning_II
http://www.pmli.it/f35usasuitalia.htm
http://www.democraticidiretti.org/forum/viewtopic.php?t=632

giovedì 24 dicembre 2009

Caro Gesù Bambino

Lo ammetto, dopo aver ascoltato il video, che per decenza riporto soltanto con un link, mi domando sempre più insistentemente perché la gente continua a dar retta a questo personaggio che sempre di più, all'italiano medio, appare come un comico con le battute noiose. Come un tormentone da Zelig, che da ottobre ad aprile ci propina battute variabili, ma con lo stesso ritornello.
Come può una persona che, presumo, si ritiene capace di intendere e di volere, accettare la sfida alla sua intelligenza, ed approvare i concetti, semplici ed altamente discutibili, che quest'uomo propina tramite tv, quotidiani, ed internet? Come si può appoggiarlo, quando un altro grande assente degli ultimi anni, come Massimo D'Alema, ha detto chiaramente che è il momento giusto per il dialogo? Chi vede più lontano? Il primo, forse uno dei maggiori artefici dell'opposizione dura e pura, dell'odio incondizionato? ma sopratutto, di un PdL al 60% in Parlamento. Oppure il secondo, che ha decisamente capito che oggi ci sono i numeri per le riforme, c'è, in parlamento, l'ambiente propositivo per dar vita, anche da noi, ad un sistema elettorale, e gestionale della vita pubblica, moderno?
Oppure, in ultima istanza, Di Pietro ha paura? Ha paura di dover lasciare il parlamento nel caso si facciano effettivamente delle riforme e queste portino ad bipartitismo basato sul maggioritario puro che "laverebbe" via piccoli partiti, come il suo e quello del ben meno carismatico Casini, con una buona dispersione sul territorio, ma forti praticamente in nessuna regione?
Io spero soltanto che i, molti, miei coetanei rinsaviscano e lascino perdere questo povero e freddo burocrate, e si muovano, manifestino, per poter avere un sistema elettorale che premi gente di qualità, persone che hanno effettivamente idee politiche e non urlatori da piazza, e banditori da medioevo.