Se da un lato capisco l'inopportunità di dire “il gatto ha un buon sapore” in una trasmissione televisiva, sopratutto se della televisione di Stato.
Ma sono sempre speranzoso. E, di solito, le mie speranze valgono come una stufa d'agosto.
La Rai è, ormai, in mano alle folate di vento, non vuole pestare i piedi a nessuno, non ha più voglia di stupire, di porre domande, di intristire, di creare cultura, di stimolare la fantasia. No la Rai è una massa informe che si sposta nella direzione in cui la si spinge al momento, come uno zombi che si muove senza sapere bene dove andare.
I gatti, i cani, i conigli, i cavalli, i poni, le rane, le cavallette, i grilli, sono tutti alimenti presenti nella dieta di qualche cultura, popolazione, tribù. Sconcertarsi perché non è usanza, cibarsene, dalle nostre parti lo ritengo ipocrita, campanilistico ma, sopratutto, ignorante riguardo alle suddette culture.
Se fossimo un pochino, non troppo, coerenti, per altro, ci scandalizzeremmo di chi i cani ed i gatti, per cultura appunto, li offre nei menù dei ristoranti, e non sono in quelli infimi, ma anche in locali di alto rango. Senza aggiungere che in molte città cinesi, magari un poco più in la delle megalopoli sovraesposte all'occidente, si serve, in lussuosissimi ristoranti, anche la carne di scimmia la quale, darvinisticamente parlando, è semplicemente la cosa più simile all'uomo, sapiens, che esista.
Eppure accettiamo che una persona con una cultura, culinaria, enorme, venga cacciata da una trasmissione che cultura non fa, ma non ci importa ci cosa fanno i cinesi con i soldi che noi spendiamo per arricchirli.
Penso che tutto questo sia ipocrita, molto.
Alcuni link inerenti:
http://lidafirenze.wordpress.com/2008/11/19/campagna-togli-fido-dal-piatto/
http://www.river-blog.com/2008/06/13/cucinano-e-mangiano-gatto-cacciati-da-facebook/
